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In varie domus sono state ritrovate decorazioni graffite quali festoni, motivi a spirali, linee spezzate, cerchielli e triangoli, poi corna e protomi taurine in bassorilievo, larghe bande dipinte in ocra rossa e gialla e, infine, alcune straordinarie silhouettes, scolpite in negativo, della Dea Madre mediterranea, nello schema geometrico delle statuine litiche cruciformi tipo “Senorbì”, di cultura “Ozieri”. Si tratta delle espressioni artistiche di una religiosità di tipo fertilistico, che comprendeva il culto della Grande dea Madre mediterranea e del Dio Toro (divinità legate alla fertilità ed alla rinascita), in un mondo ad economia tendenzialmente agricola e pastorale.
Grazie alle ceramiche rinvenute si sono potute ricostruire le fasi cronologiche-culturali della necropoli: alla cultura di Ozieri (Neolitico Recente: 3400-2800 a.C.), a cui si deve ascrivere l’i mpianto originario delle domus, seguono le culture di Filigosa e Abealzu (Eneolitico iniziale e medio: 2800-2400 a.C.), Monte Claro (Eneolitico recente: 2400-2100 a.C.), Campaniforme (Eneolitico finale: 2100-1800 a.C.) ed, infine, la cultura di Bonnanaro (Bronzo Antico: 1800-1600 a.C.).
A breve distanza da Montessu è ubicato il già citato insediamento abitativo di S’Arriorgiu (Neolitico Recente/Finale), i cui abitanti costruirono ed utilizzarono le tombe della necropoli.