Area Archeologica Montessu

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Le domus de janas

Si tratta di una quarantina di “ domus de janas”, le tipiche grotticelle artificiali neolitiche sarde, disposte a gruppi sulle facciate alte dell’anfiteatro naturale: il primo gruppo (domus 1-13) è ubicato nella zona Est-Sud-Est della conca, subito visibile una volta percorsa la bella scalinata in pietra che permette l’accesso al sito; il secondo gruppo (domus 14-23), denominato “Is Tuttoneddus”, è costituito da una sequenza di piccole tombe ricavate sul costone trachitico settentrionale dell’anfiteatro; il terzo (domus 24-28) è situato lungo le pareti della seconda conca più a monte, a Nord-Ovest della prima; il quarto gruppo (domus 29-35), infine, è localizzato nella facciata occidentale dell’anfiteatro.

Panoramica del complesso di Montessu Il secondo gruppo di domus denominato Is Tuttoneddus Ingresso della Tomba 34

Le domus de janas sono mono o bicellullari, anche con ingresso “a pozzetto”, costituite da vani quadrangolari a sviluppo longitudinale, oppure da celle ad andamento curvilineo, “a forno”, per lo più con anticella reniforme, alcune delle quali si caratterizzano per la presenza di nicchioni perimetrali, a “trifoglio”, sollevati rispetto al pavimento della cella; si accede all’a mbiente funerario tramite finestrelle a rettangolo verticale molto ben intagliate, quasi sempre precedute da corridoi scavati nella roccia trachitica. Accanto a queste tombe “semplici” si trovano le cosiddette “Tombe Santuario”, tre monumentali domus (la 7, detta “Sa Grutta de is Proccus”, la 10 e la 33, detta “Sa Cresiedda”) costituite da un ampio padiglione ricavato nella fronte rocciosa esterna con, al centro, il portale d’ingresso alto e largo due metri, che immette in un grande ambiente rettangolare, ortogonale rispetto all’asse della tomba, alto circa due metri, a soffitto piano, con un focolare rotondeggiante scavato al centro del pavimento, che si connette a sua volta con una vasta camera di fondo di forma semiellittica, con soffitto “a forno”. Nelle tombe n. 7 e n. 33 (che si fronteggiano sui due lati dell’anfiteatro), la spessa parete che separa questi due ultimi vani presenta tre aperture: due laterali molto grandi, simmetriche, rialzate rispetto al piano della cella (probabilmente pertinenti ad un’utilizzo posteriore), ed un portello centrale, in basso tra le prime due, posto al livello del pavimento, che in una tomba (la n. 33) è fiancheggiato da due colonne cilindriche risparmiate nella roccia, staccate di qualche cm. dalla parete. Un ricco sistema di dromoi (corridoi d’accesso), recinti e allineamenti megalitici di tecnica ortostatica o ciclopica, piccoli menhir sacrali, posti sulla fronte delle tombe, interessa l’intera area cimiteriale, che comprende anche una sepoltura ad “ allée couverte” (galleria coperta), ubicata di fronte alla tomba n. 13.