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Gli oggetti del corredo erano costituiti prevalentemente da contenitori ceramici di varia forma e decorazione: le varie culture che si sono succedute nella necropoli, infatti, si differenziano tra loro proprio per questi due elementi, che caratterizzano fortemente i vari tipi di ceramica.
La tipica ceramica della Cultura di Ozieri (3400-2800 a.C.), quasi sempre riccamente decorata, presenta svariate forme, spesso rivestita di ocra rossa: si hanno ciotole emisferiche e profonde, carenate a colletto cilindrico o svasato, tazze carenate, vasi a cestello, pissidi cilindriche talora con peducci, piatti, vasi globulari e biconici, anfore con anse «a tunnel», tripodi; le decorazioni, molto ricche e fantasiose, sono costituite da incisioni formanti bande tratteggiate concentriche, parallele, a zig-zag, festoni, cerchi, a solchi dentellati, a impressioni, a cordoni, a graffito; tra i motivi compaiono anche occhi, stelle, simboli solari, figurine schematiche maschili e femminili, di evidente significato simbolico. Sulle decorazioni a incisione e impressione sono applicate materie coloranti (ocra rossa o gesso) e compaiono anche bande di colore rosso; in terracotta sono numerose fusaiole e pesi da telaio, anch’essi decorati.
Mentre nel primo e medio Eneolitico (culture sub-Ozieri, Filigosa, Abealzu), persistono alcune forme ceramiche tipiche del periodo precedente (ad esempio il tripode), seppure con innovazioni, un cambiamento si ha con la cultura di Monte Claro (Eneolitico evoluto: 2400-2100 a.C.): l’aspetto ceramico di tale cultura è caratterizzato da un ricco repertorio di forme (doli, giare, situle, tripodi, scodelloni etc.), spesso con grandi orli “a tesa esterna”, decorati con le peculiari decorazioni a scanalature orizzontali e verticali. La fase finale dell’Eneolitico sardo é caratterizzata invece dalla Cultura del Vaso a Campana (Beaker), che perdura probabilmente anche nel successivo periodo della prima età del Bronzo: tra la fine del III millennio e gli inizi del II millennio, infatti, questa corrente culturale, presente anche in tutta l’Europa Occidentale e Centrale con caratteri piuttosto omogenei, investe anche la Sardegna, con i suoi caratteristici oggetti, tra questi il vaso a campana rovesciata (Beaker). Infine, il ciclo delle culture preistoriche presenti a Montessu si conclude con la cultura di Bonnannaro (Bronzo antico: 1800-1600 a.C.), con le sue tipiche forme inornate: tegami, scodelle, ciotole, tazze, bicchieri, boccali, olle, vasi a collo, vasi polipodi, vasi su piede troncoconico.
Numerosi anche gli oggetti in pietra di epoca preistorica: si hanno strumenti scheggiati di selce e ossidiana, quali lame lunghe e strette, cuspidi di freccia peduncolate o ovali, “trapezi” a tagliente trasversale, elementi di falcetto, grattatoi, raschiatoi punteruoli. Vi sono anche numerosi oggetti in pietra levigata, come le asce, le accette e le macine. Un reperto degno di estremo interesse è inoltre una statuetta frammentaria in terracotta di “Dea Madre”, mancante della testa.