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Il territorio di Nuxis, abitato sin da tempi antichissimi, come documentato nella Grotta di Tattinu, un riparo sottoroccia, di origine naturale, che ha restituito tracce di una frequentazione umana di età neolitica, dal Neolitico Antico (Cultura della Ceramica cardiale: 6000-4000 a.C.) al Neolitico Medio (Cultura di Bonuighinu: 4000-3400 a.C.), con il ritrovamento di statuetta di Dea Madre.
Nell’età del Bronzo vengono poi costruiti numerosi nuraghi, che sembrano occupare sistematicamente i punti strategici, come gli sbocchi delle vallate, le testate dei rilievi che si protendono sulle pianure, i rilievi isolati e, più in generale, le alture che garantivano un ampio dominio visivo ed un facile controllo a valle. Ma è un insediamento a carattere religioso che risalta per la sua importanza: il villaggio con pozzo sacro di Tattinu.
Il pozzo, scoperto nei primi anni settanta del secolo scorso, è stato fatto oggetto, a partire dagli anni ’80, di una serie di campagne di scavo archeologico, che hanno permesso di riportare alla luce le strutture interne, con la bella scala di ventotto/ventinove gradini, ed un vano a tholos con copertura ancora integra (altezza 6,20 m.), dalla caratteristica sezione a bottiglia.