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I monumenti di età nuragica sono numerosi: si conoscono nuraghi monotorri e complessi; si hanno
inoltre alcuni complessi abitativi, con ambienti capannicoli e pozzi.
Per quanto riguarda le costruzioni nuragiche, purtroppo si deve segnalare come il cattivo
stato di conservazione e la fitta vegetazione impediscano spesso una esatta definizione e
collocazione tipologica di molti di questi monumenti.
Solo tre nuraghi possono forse interpretarsi come nuraghi arcaici, del tipo “a corridoio”,
anche se non è possibile stabilirlo con sicurezza: si tratta dei nuraghi de Is Paras, Serra de Mesu
e Merareddu.
Molti sono poi i nuraghi monotorri a
tholos, costituiti cioè da un'unica torre di pianta circolare: Is Tirongias, Is Pintus,
Manigas, Is Melonis, Perd’e Fogu, Matta ‘e s’Olia, Serra ‘e sa Perda, Nuraxeddu de Piras Nicolò, Is
Pireddas, Bau de Marchiana.
Ma i più numerosi sono senz’altro i nuraghi a
tholos di tipo complesso, costituiti cioè da una torre collegata con una o più torri
secondarie, o con un cortile. Si citano i nuraghi di Muentinu (ad addizione frontale), di Case
Munserrau (ad addizione frontale o laterale), Munserrau e Cristu (ad addizione tangenziale
laterale), Conchileddu, Sa Corona de sa Figu, S’Angioni, Pintus, Is Imbarrus, Frassu, de is Animas,
Corti Beccia, Sedda ‘e Bracaxus, Luisu Impera, Serra ‘e Trigus, Serra ‘e Tepuis, Is Caus, Cucuru de
su Sparau, Is Gratzias, De Magai, Niedda, Marchiana, Is Mattas, Is Mocci (complessi ma di
sottotipologia non facilmente identificabile).
Tra i nuraghi monotorre, si può citare in particolare il
nuraghe Manigas, ubicato a circa 1,5 Km a NW dell’odierno abitato di
Villaperuccio. Si tratta di un edificio costituito da una torre circolare con ingresso rivolto ad
Est. Sebbene l’elevato sia mal conservato, la pianta è ben rilevabile, con un corridoio ed una
camera interna circolare.
I monumenti nuragici meglio conservati del territorio sono però i nuraghi complessi di Muentinu
e di Munserrau.
Particolarmente interessante il
nuraghe Muentinu. Ubicato su un leggero rialzo sulla piana di Sedda ‘e Braccaxus,
dominata a nord dalle ripide pendici di Serra ‘e Murdegu, si può ascrivere alla categoria
tipologica dei nuraghi “a tancato” o ad “addizione frontale”, con sviluppo lungo l’asse Nord-Sud:
una torre principale, infatti, è collegata ad una seconda torre, di dimensioni più piccole, per
mezzo di un cortile di raccordo, di pianta subcircolare. Il mastio, o torre principale, che
raggiunge un’altezza residua di 5 metri, è meglio conservato rispetto al cortile e alla torre più
piccola. Il paramento murario è realizzato in opera poligonale, con grandi massi poliedrici appena
sbozzati.
Il
nuraghe Munserrau è localizzato in posizione panoramica sulla sommità di un
rilievo collinare e appartiene alla tipologia dei nuraghi a
tholos complessi, con ogni probabilità del tipo “ad addizione tangenziale laterale”, con
una torre principale ed una torre addossata ad Est. Il mastio, o torre principale (tre metri di
altezza residua sul crollo), si presenta in buone condizioni, benché l’ingresso sia occluso dal
crollo stesso. Ad un livello inferiore si trova la torre secondaria, tangente al lato orientale del
mastio, che conserva una camera a
tholos quasi integra. Il paramento murario è del tipo a filari irregolari, con massi
basaltici di medie e piccole dimensioni. La geomorfologia del sito, sulla sommità di un rilievo, ha
inoltre condizionato la costruzione del nuraghe, che ingloba ampi tratti di spuntoni rocciosi.
Si hanno infine delle aree abitative di età nuragica. In alcuni casi, come nel sito di nuraghe
monotorre di Is Torongias, il villaggio si estende attorno ad un nuraghe, che lo difendeva.
Un importante complesso abitativo, che è stato anche oggetto di indagine scientifica da parte
della competente Soprintendenza Archeologica, è invece quello individuato in località
Argiola Beccia, in pianura, all’interno del centro urbano di Villaperuccio. Si
tratta di una struttura architettonica complessa: il nucleo principale è costituito da una grande
capanna circolare con ingresso a Sud-Est, costruita con blocchi poligonali di medie e piccole
dimensioni, con pietrame di rincalzo e malta di fango. Il corridoio d’accesso, ricavato nello
spessore murario, con lati concavi, è collegato all’esterno con una struttura muraria
subrettangolare, interpretabile come cortile (largh. max 9,70 m, lungh. 20 m, diametro max esterno
capanna centrale 9,30 m). All’esterno del cortile, presso i lati meridionale ed orientale, si
addossano strutture murarie e piccoli ambienti, mentre, nei pressi dell’angolo orientale, si
individua un pozzo. Le indagini stratigrafiche, oltre che ad identificare varie fasi costruttive,
ha permesso il recupero di numerosi materiali, in gran parte fittili, databili al Bonzo Finale
(1150-900 a.C.). Sono stati rinvenuti inoltre reperti litici come macine e pestelli.