Area Archeologica Montessu

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Villaperuccio

Villaperuccio si trova nella Sardegna sud-occidentale, nel Basso Sulcis, raggiungibile dalla S.S. 293 (collegata, all’altezza di Siliqua, con la S.S. 130 Cagliari-Iglesias), da cui, al km 60, si dirama la strada provinciale che verso Ovest attraversa il paese. Il paese, che conta circa 1200 abitanti, si trova a 68 m. d’altitudine, in una zona pianeggiante attraversata dal più importante corso d’acqua del Basso Sulcis, il Rio Mannu. Nella zona sud-ovest il Rio Mannu confluisce nel lago artificiale di Monte Pranu, dove è possibile godere della bellezza di alcuni sentieri che costeggiano il lago.

Scorcio del paese di Villaperuccio Veduta dall'alto di Villaperuccio Villaperuccio visto da Montessu

Il territorio, che si estende per circa 36 kmq, fu, intensamento frequentato sin da tempi remoti: al Neolitico (fine IV-inizi III millennio a. C.), si riferiscono abitati, come quello di S'Arriorgiu, luoghi di culto, ad esempio l'area sacra di Terrazzu con i suoi menhir (uno dei quali alto più di 5 metri), siti funerari, tra i quali spicca la necropoli a domus de janas di Montessu. Numerosi sono anche i nuraghi, sia monotorri (ad es. Is Mocci) che complessi (Muentinu, Frassu, etc.). Si conservano infine testimonianze di età romana, tra cui villaggi (loc. Niedda, Manigas, etc.) e necropoli (ad es. presso i nuraghi Is Grazias e Is Animas).

Il paese attuale ha origini medievali, legate, con ogni probabilità, all'arrivo in Sardegna, tra l'XI ed il XII secolo, di comunità monastiche. Fece parte del Giudicato di Cagliari ma nel 1258, per volere di Pisa, fu assegnata ai Donoratico della Gherardesca. Alla fine del XIII secolo, Villaperuccio passò nelle mani dei Pisani, che la amministrarono direttamente. Dopo la conquista aragonese, il paese subì alterne vicende. Nel 1348 la peste ne falcidiò la popolazione, mentre le guerre tra Mariano IV e Pietro IV portarono al decadimento del centro, tanto che agli inizi del XV secolo il paese era ridotto a poche case. Il territorio divenne feudo degli Otger (1464), un’antica famiglia di origine catalana che possedette il feudo, sebbene ormai spopolato, nei secoli successivi. L'insediamento attuale deriva, come altri della regione, da un furriadroxiu, complesso di modeste abitazione rurali, sorto nel XVIII secolo con l'insediamento di numerose famiglie di agricoltori. Con l'estinzione degli Otger Villaperuccio non fu più infeudato e nel 1821 fu incluso nella provincia di Iglesias e unito al comune di Santadi; nel 1848 entrò a far parte della divisione amministrativa di Cagliari e nel 1859 nella medesima provincia. Nel 1979 è divenuto nuovamente comune autonomo.

Il moderno centro urbano mostra uno sviluppo lineare, con una forma allungata, distesa lungo la strada principale, che percorre per alcuni chilometri il paese. La abitazioni tradizionali, ormai limitate a rari esempi, presentano una tipologia piuttosto semplice, a unico piano che si affaccia sulla strada, con piccolo cortile-orto sul retro. Degna di essere visitata è la chiesa parrocchiale, dedicata alla Madonna del Rosario, costruita nel 1913, in seguito alla donazione testamentaria di un ricco proprietario locale, tale Bartolomeo Argiolu. Il possidente, infatti, attorno alla metà del XIX secolo, donò numerosi terreni alla parrocchia, in cambio però della costruzione di una chiesa da dedicare alla Madonna del Rosario.
Nelle vicinanze del paese, si segnala la presenza dell'agglomerato rurale (furriadroxiu) di Is Grazias: ubicato a Nord-Ovest del centro urbano, conserva una caratteristica chiesetta, dedicata alla Madonna delle Grazie, ed un gruppo di edifici rurali che si affacciano su una corte comune.

L’economia si basa essenzialmente sull’allevamento e sull’agricoltura, anche se il turismo, grazie soprattutto alla valorizzazione del Parco Archeologico di Montessu, ha assunto negli ultimi anni un ruolo importantissimo nello sviluppo del territorio. Sempre attivo, inoltre l’artigianato artistico, che produce soprattutto cestini di vimini e tappeti pregiati.
Tra i piatti tipici si segnalano gli squisiti gnocchetti (malloreddus) e i ravioli di ricotta, i gustosi formaggi ovini, gli ottimi agrumi (arance, limoni, pompelmi) e i tipici dolci tradizionali (pardulas, pistoccus, pabassinas, pirichittus, zippulas). Particolarmente interessante la produzione locale di eccellenti vini, soprattutto Carignano del Sulcis, Moscato, Nuragus e Monica.

Il paese ha alcune feste religiose nella stagione estiva e a Dicembre. La più importante è senz'altro la festa patronale del 20 agosto, in onore della Madonna del Rosario; all’inizio dell’e state, invece, si festeggia la Madonna delle Grazie, mentre a dicembre si ha la festa di S. Lucia. Nel mese di marzo, infine si organizza la Sagra delle Arance, a dicembre, invece, si tiene la Mostra dell'Artigianato.